Il piccolo oratorio può essere considerato uno dei più raffinati complessi di architettura e pittura lombarda dei primi anni del Cinquecento.
Presenta impianto a croce greca, con bracci di lunghezza uguale tra loro e a terminazione absidata; lo spazio principale è coperto da un’ampia cupola emisferica su pennacchi sostenuta da colonne montate su alti plinti. La struttura planimetrica del corpo principale è replicata per quattro volte, in dimensioni minori, negli spazi angolari formati dai bracci della croce. Gli spazi angolari sono coperti da cupolette emisferiche: si viene a creare in questo modo una raffinata sagoma polilobata le cui linee ricompaiono nella cripta sottostante, coperta con volte ribassate sostenute da pilastri. L’impianto a cinque cupole del sacello è denominato anche “a quincunx”.
I preziosi affreschi che rivestono l’interno dell’oratorio sono pressoché unanimemente attribuiti a Bernardino Lanzani da San Colombano (1460-1530 c.), alla sua bottega e al Maestro delle Storie di Sant’Agnese (attivo a Pavia 1506-1530 c.). A Bernardino Lanzani potrebbe essere ricondotta l’ideazione e l’esecuzione degli affreschi della cupola centrale con Angeli musicanti, dei tondi con gli Evangelisti, delle volte con figure di Apostoli e santi, delle tre calotte absidali principali con le scene della Resurrezione, dell’Ascensione e della Trasfigurazione, nonché delle cupolette minori con le raffigurazioni dei Dottori della Chiesa occidentale. Nella decorazione della volta di fronte all’ingresso, che reca figure di Profeti, Patriarchi e storie della Passione, è stata invece riconosciuta la presenza giovanile di un collaboratore del Lanzani che ancora oggi viene indicato con il nome convenzionale di “Maestro delle Storie di Sant’Agnese”. Alla cultura di questo maestro vanno ricondotte anche le lesene a candelabre e grottesche su fondo a color oro che connotano vivacemente lo spazio dell’oratorio.




The Holy Savior chapel
The small chapel can be considered one of the most refined examples of Lombard architecture and painting from the early 16th century. It has a Greek-cross plan, with arms of equal length and apsidal terminations. The main space is covered by a large hemispherical dome on pendentives, supported by columns mounted on tall plinths. The floor plan of the main body is replicated four times, in smaller dimensions, in the corner spaces formed by the arms of the cross. These corner spaces are covered by hemispherical domes, creating a sophisticated poly-lobed shape, the lines of which reappear in the crypt below, covered by vaulted ceilings supported by pillars. The five-dome structure of the chapel is also referred to as “a quincunx”.
The precious frescoes that adorn the interior of the chapel are almost unanimously attributed to Bernardino Lanzani from San Colombano (1460–c. 1530), his workshop, and the Master of the Stories of Saint Agnes (active in Pavia c. 1506–1530). Bernardino Lanzani is likely responsible for the design and execution of the frescoes in the central dome, featuring Angels Playing Music, the roundels with the Evangelists, the vaults with figures of Apostles and Saints, the three main apsidal lunettes depicting the Resurrection, the Ascension, and the Transfiguration, as well as the smaller domes representing the Doctors of the Western Church.
The decoration of the vault opposite the entrance, which features figures of Prophets, Patriarchs, and scenes from the Passion, is attributed to a young collaborator of Lanzani, often referred to as the “Master of the Stories of Saint Agnes”. This same artist is credited with half pilasters decorated with candelabra and grotesque on a golden background, which vividly characterize the space of the oratory.




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