Martedì 3 febbraio 2026, nella splendida cornice dell’aula magna del Seminario Vescovile, si è svolta la conferenza di presentazione della mostra degli elaborati di studio, prodotti dagli studenti del V anno del corso di restauro architettonico dell’Università di Pavia. Gli elaborati avevano come tema “Il seminario vescovile di Pavia tra conservazione e rifunzionalizzazione” e la mostra sarà visibile nelle sale del seminario fino al 1° marzo 2026.
“Questo lavoro – ci spiega Olimpia Niglio, ordinario di restauro architettonico dell’Università di Pavia – è frutto della convenzione stipulata tra il Seminario Vescovile e l’Università di Pavia, in particolare con il dipartimento di ingegneria edile e architettura, e vedrà impegnati gli studenti del V anno del corso di restauro architettonico per ancora due annualità nel restauro, rivalorizzazione e ripensamento degli spazi del seminario, sempre tenuto conto della loro primaria destinazione d’uso. Gli studenti, avendo potuto lavorare direttamente sul luogo oggetto di studio, hanno potuto conoscere da vicino le architetture, i segni del tempo, le potenzialità di riuso e le esigenze di tutela”.
Accanto a lei, a guidare gli studenti in questo lavoro, anche l’architetto Luisa Vanzini e Keoma Ambrogio, architetto e funzionario per il MiC. “Il Seminario è un luogo di straordinaria ricchezza: tre chiese — la Cappella del Salvatore, i resti di San Michele e la chiesa principale —, una biblioteca, spazi dedicati alla ricerca e un grande giardino interno. Un intreccio di spiritualità, cultura e architettura che racconta secoli di vita comunitaria. Qui il restauro non è solo conservazione – sottolinea l’architetto Luisa Vanzini – ma anche riuso e rifunzionalizzazione: il tentativo di far dialogare la memoria del luogo con l’esigenza contemporanea di riqualificazione degli spazi.”
Il laboratorio non è rimasto confinato nell’ambito accademico, infatti gli elaborati prodotti dagli studenti sono diventati e diventeranno la base di riflessione per interventi reali di recupero. La collaborazione tra il corso universitario e il Seminario Vescovile si è infatti inserita in un quadro più ampio di iniziative che guardano alla valorizzazione del patrimonio diocesano in chiave comunitaria.













Proprio in questa direzione, infatti, si muove il recente riconoscimento della Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia, che ha concesso il cofinanziamento del progetto “Il Seminario per la Città: un nuovo spazio di incontro, dialogo e cultura”, proposto dal Seminario Vescovile con il sostegno del FAI sezione di Pavia, del Liceo Scientifico Copernico e dell’Università degli Studi di Pavia, proprio attraverso il dipartimento di Ingegneria.
Il progetto – fortemente voluto e promosso dal rettore don Giovanni Iacono – rientra tra i sette interventi selezionati dal Bando “Iniziative per la Comunità” promossi da Fondazione Cariplo, con il chiaro obiettivo di sostenere azioni che abbiano impatto sociale e culturale sul territorio, capaci di mettere in rete istituzioni, università e cittadini.
L’intervento previsto per il Seminario riguarda la messa a norma antincendio e la riqualificazione dell’Aula Magna e della adiacente sala “San Benedetto” del complesso monumentale di Santa Maria Teodote, nel cuore della città. Spazi che potranno diventare luoghi di incontro, di formazione e di scambio culturale, aperti all’intera comunità cittadina e, in particolare, ai giovani.
Questo progetto di cofinanziamento rappresenta la naturale prosecuzione del percorso formativo avviato dagli studenti: ciò che era nato come studio e proposta diventa ora occasione concreta di ripensamento di spazi storici e dall’indubbio valore che, grazie ad enti virtuosi come Fondazione di Comunità e Fondazione Cariplo, possono essere concretizzati.
Il legame tra università e diocesi, in questo contesto, assume un valore particolare. L’esperienza didattica non solo forma giovani ingegneri e architetti, ma restituisce alla comunità una visione nuova del proprio patrimonio, che non appartiene solo al passato – nella classica accezione museale – ma che può tornare a essere vissuto e condiviso, con autentico spirito di comunità.
Abitare un luogo è molto più significativo che immaginarlo e “abitare”, nel linguaggio del restauro, significa farsi custodi, comprendere i segni del tempo, ma anche progettare possibilità future.
Il Seminario Vescovile, così, si conferma spazio vivo della città, ponte tra fede e cultura, memoria e innovazione, orientato ad intessere autentici legami umani.
Un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni, Chiesa, università, realtà civili e comunità cittadina possa generare valore comune: la cura del luogo Seminario che diventa, insieme, cura di una comunità.
Marco Vito Laluce

Si può sostenere il progetto direttamente dal sito di Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia: https://www.fondazionepv.it/lista-progetti/il-seminario-per-la-citta-un-nuovo-spazio-di-incontro-dialogo-e-cultura/
