«I santi non sono modellini perfetti, ma persone “attraversate da Dio”. Possiamo paragonarli alle vetrate delle chiese, che fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore»: così papa Francesco si rivolgeva alla folla assiepata sotto la finestra del suo studio, durante un Angelus di qualche anno fa. Ed è l’immagine di una vetrata, che la comunità del Seminario ha scelto come ispirazione per questo anno pastorale, accompagnata da un versetto di san Paolo: «Risplendete come astri nel mondo» (Fil 2,15). In questo nostro tempo troppo segnato dal buio del disorientamento e dall’oscurità dell’odio e della violenza, infatti, siamo chiamati – proprio noi, ciascuno per la propria parte – ad offrire al mondo un frammento di luce, a risplendere come la stella che si staglia in tutta la sua lucentezza nella citata vetrata di un nostro frate e artista, che abbiamo voluto riscoprire nel centenario di nascita, p. Costantino Ruggeri.
Soltanto lasciandoci attraversare dalla luce potremo colorare il mondo, spesso troppo ingrigito, che ci circonda. E forse potremo cambiare paradigma: sarà più importante donare colore che riceverlo. È questo, del resto, il segreto del Vangelo. Se ci arrovelliamo prima di tutto su come poter essere felici e, soltanto dopo, eventualmente, su cosa poter fare con gli altri, falliremo l’una e l’altra questione. La vera domanda, radicale, che ci può guidare nell’orientare la nostra vita è infatti questa: la vita di chi posso rendere felice? Per che cosa, o meglio, per chi sono chiamato a vivere? E soltanto allora si dischiude la via per scoprirsi davvero felici, per riscoprire il colore della vita e la tonalità soggettiva che possiamo offrire al mondo. A tal riguardo, nello stesso Angelus, papa Francesco asseriva: «I santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita: far passare la luce di Dio».
Nel Seminario di Pavia, in questo anno, vive una piccola comunità di giovani e di sacerdoti che prova a porsi queste domande nella condivisione della quotidianità, della preghiera e della fraternità. In particolare, camminano insieme Alessandro, seminarista al quinto anno e in servizio pastorale in Centro Città, Luca, giovane nella tappa propedeutica al Seminario in esperienza presso la Casa del Giovane, Angelo, Francesco e Stefano, universitari che hanno sentito il desiderio di rendere il tempo dello studio e della loro formazione anche l’occasione per approfondire una domanda di senso sulla loro vita, nella luce della fede. Insieme viviamo anche il servizio e l’accoglienza di altri giovani e universitari che sono di casa ormai in Seminario perché tutti – non solo i preti – abbiamo bisogno di scoprire e riscoprire che tutta la nostra vita è una vocazione, attraverso la luce che ci arriva da passi condivisi, all’interno di relazioni accoglienti che sanno di casa e di famiglia.
Ed è questa, oggi, la sfida dell’educazione, come ci è stato recentemente ricordato da papa Leone: «Desidero ripetere agli educatori e alle istituzioni educative: “Risplendete oggi come astri nel mondo”, grazie all’autenticità del vostro impegno nella ricerca corale della verità, nella sua coerente e generosa condivisione, attraverso il servizio ai giovani, in particolare ai poveri. […] La vita si illumina non perché siamo ricchi o belli o potenti. Si illumina quando uno scopre dentro di sé questa verità: sono chiamato da Dio, ho una vocazione, ho una missione, la mia vita serve a qualcosa più grande di me stesso! Siamo chiamati a formare persone, perché brillino come stelle nella loro piena dignità». Occorre da qui un’alleanza educativa fatta di legami concreti, come quelli che il Seminario tesse quest’anno, per esempio, con il Corso di Restauro Architettonico dell’Università di Pavia, che qui da noi ha trovato casa, o con il Liceo Scientifico Niccolò Copernico grazie al quale nella Giornata del Seminario di questa domenica 23 novembre, o il prossimo 13 dicembre insieme al FAI, il nostro antico Monastero di Santa Maria Teodote rimarrà aperto, con tante ragazze e ragazzi che, quali esperti ciceroni, guideranno i visitatori alla scoperta della bellezza artistica della nostra casa, oltre che del riscoperto Museo di Storia Naturale custodito al suo interno.
Potremmo sentirci tutti corresponsabili perché il Seminario diventi sempre più casa di educazione, che ripensa e allarga la propria missione, proprio per mantenersi fedele, nell’oggi, alla sua funzione specifica. E potremmo farlo solo insieme, con la preghiera e l’affetto, con il sostegno economico e progettuale, con la partecipazione alla Giornata Diocesana e alla Festa di Sant’Andrea di sabato 29 novembre, facendo nostra la preghiera che papa Leone, ancora, ricordava: «Il riferimento all’oscurità che ci circonda ci richiama uno dei testi più noti di San John Henry Newman, l’inno “Lead, kindly light” (“Guidami, luce gentile”). In quella bellissima preghiera, ci accorgiamo di essere lontani da casa, di avere i piedi vacillanti, di non riuscire a decifrare con chiarezza l’orizzonte. Ma niente di tutto questo ci blocca, perché abbiamo trovato la Guida: “Guidami Tu, Luce gentile, attraverso il buio che mi circonda, sii Tu a condurmi!” – “Lead, kindly Light. The night is dark and I am far from home. Lead Thou me on!”».

