Pellegrini di speranza a Roma

Per quattro giornate, dal 2 al 5 ottobre, abbiamo partecipato al pellegrinaggio diocesano per vivere l’esperienza del giubileo nella sua forma più tradizionale: la visita alle Basiliche Maggiori di Roma, con il passaggio della Porta Santa.

Guidati dal nostro vescovo e dal vicario generale, abbiamo attraversato le soglie delle quattro basiliche, riconoscendoci desiderosi di ricevere misericordia e grazia. Presso le tombe degli apostoli Pietro e Paolo abbiamo rinnovato la nostra professione di fede, nella forma in cui ci è stata trasmessa dalla Chiesa. Altri momenti di particolare intensità sono stati la visita alle basiliche di Santa Prassede, che conserva le spoglie di quasi duemila martiri, e di San Pietro in Vincoli, con le catene che trattennero l’apostolo durante la sua prigionia. Tutti luoghi straordinari, che ci hanno fatto ritornare con la mente agli inizi della Chiesa, quando la testimonianza coerente di tanti cristiani ha permesso che l’annuncio della salvezza potesse arrivare fino a noi.

Come ha sottolineato don Daniele Baldi al termine del nostro viaggio, il pellegrinaggio a Roma durante l’anno giubilare è sempre un’esperienza significativa per la vita di ogni cristiano, ma lo è ancora di più per chi, come noi, decida di parteciparvi come gruppo diocesano. La possibilità di vivere il pellegrinaggio insieme al nostro vescovo e, in un certo modo, in rappresentanza di tutta quanta la diocesi ha accresciuto in noi il legame personale con la nostra chiesa locale e con le singole persone che la compongono.

I tanti volti nuovi che abbiamo avuto l’opportunità di conoscere sono, infatti, tra i ricordi più belli che ci portiamo a casa da questo viaggio: tante storie diverse, ma tutte segnate dall’incontro con il Risorto. Dal confronto con ognuno di essi sono emerse testimonianze stupende su come ogni giorno possiamo venire trasformati dall’incontro con il Signore, che ci chiama a seguirlo. Nei racconti di alcuni sacerdoti sul proprio ministero o su quello di altri sacerdoti, nei ricordi di una coppia sui tanti anni di matrimonio vissuti fianco a fianco ci è apparsa in tutta la sua evidenza e bellezza quella vocazione battesimale che si realizza in ciascuno in un modo singolare e che noi, nel nostro cammino di discernimento, stiamo pian piano imparando a scoprire. Insomma, torniamo a casa dopo questo pellegrinaggio decisamente arricchiti dalla grazia ricevuta sia nei riti giubilari, sia nell’incontro con tanti fratelli e sorelle che condividono con noi la fede all’interno della nostra stessa diocesi e che, per questo motivo, sentiamo, ormai, sorprendentemente vicini.

Nelle foto in primo piano Alessandro (seminarista al V anno), Luca (in propedeutica) e Angelo, uno degli universitari che vive nella fraternità dei giovani in seminario.

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