Il tempo della quaresima ci sta vedendo impegnati, durante il fine-settimana, in due contesti diversi rispetto a quelli più consueti delle comunità parrocchiali e degli oratori che abbiamo incontrato negli scorsi mesi.
Il primo contesto è quello della Casa del Giovane, a cui siamo stati introdotti da don Arturo Cristani. Un venerdì sera è, infatti, venuto in seminario per animare un momento di meditazione biblica e per condividere con noi la cena, raccontandoci la sua esperienza in Casa del Giovane. Qualche giorno dopo, ci ha anche fatto visitare la mostra su don Enzo Boschetti allestita nell’ex-oratorio di viale della Libertà, dove lui viveva e dove ha iniziato la sua opera accogliendo alcuni ragazzi a dormire la sera negli stessi locali dell’oratorio. Dopo questa introduzione alla realtà della Casa del Giovane, ognuno di noi è stato inserito in una delle comunità che la compongono per svolgervi un’esperienza di servizio durante i sabati di quaresima, condividendo nella quotidianità i ritmi e lo stile con cui è strutturata la vita comunitaria.
La seconda realtà che stiamo iniziando a conoscere è quella del carcere. Insieme a don Dario Crotti, cappellano, e ai detenuti partecipiamo alla messa domenicale e poi visitiamo il reparto dei detenuti con problemi psichiatrici per portare loro la comunione. Anche in questo caso, semplicemente vivendo l’ordinarietà delle attività della cappellania, ci sorprende ogni volta come la testimonianza cristiana passi spesso attraverso piccoli gesti di attenzione e di cura, come scambiare una parola o un sorriso con qualche detenuto, o anche solo aiutare don Dario nella raccolta degli spinaci nell’orto (che è anche un giardino, uno splendido “laboratorio” di vita di cui si prende cura don Dario stesso con alcuni detenuti), o ancora scherzare con le guardie carcerarie mentre prendiamo un caffè al bar.
Insomma, ci sembra proprio di intravedere spuntare quei germogli di speranza, che abbiamo scelto come tema dell’anno, anche laddove saremmo più portati a vedere nient’altro che uno sterile terreno sassoso.
E non è forse anche questa la Pasqua di Resurrezione alla quale ci prepariamo?

Nella foto: uno dei pranzi domenicali in Casa del Giovane (Casa Madre) con un gruppo scout di Genova.
