In famiglia nelle parrocchie di San Genesio e Mirabello

La familiarità a San Genesio è di casa, come ci ha tenuto a sottolineare don Giovanni all’inizio delle due messe che abbiamo celebrato in questa comunità l’ultimo fine-settimana di febbraio. L’accoglienza che ci è stata riservata è stata, infatti, molto calorosa al nostro arrivo in oratorio, centro nevralgico di tutte le attività parrocchiali. La chiesa è momentaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione e, perciò, anche per la celebrazione dell’Eucaristia vengono utilizzati i locali dell’oratorio. Qui il salone del teatro è stato riadattato ad aula liturgica, in maniera assai dignitosa e al tempo stesso molto familiare.

Dopo la messa prefestiva ci siamo trattenuti in oratorio per l’incontro con il gruppo del post-cresima. Insieme ai ragazzi e ai loro educatori abbiamo pregato i vespri e vissuto un momento di testimonianza e di confronto. Significativa in questa realtà è, senza dubbio, la presenza di un bel gruppo di volontari adulti che si occupano con particolare dedizione del cammino di questi ragazzi e di quello degli adolescenti. Infine, una pizza insieme ha concluso questa serata all’insegna della condivisione reciproca. Il giorno successivo abbiamo celebrato ancora la messa con la comunità e poi ci siamo divisi nelle varie classi del catechismo per incontrare i bambini dell’iniziazione cristiana. Il pranzo con i sacerdoti che prestano servizio nella parrocchia – mons. Luigi Pedrini, don Antonio Razzini e don Robert Funda Funda Mpia – è stato infine un tempo prezioso di fraternità e conoscenza reciproca.

Nel fine settimana precedente (15 e 16 febbraio) abbiamo, invece, vissuto alcuni momenti di incontro e convivialità con la comunità di Mirabello, dove abbiamo partecipato alle messe del sabato e della domenica e condiviso la nostra testimonianza. Nella giornata di domenica ci siamo anche trattenuti per il pranzo in oratorio insieme ad un gruppo di parrocchiani.

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