La Casa della Carità è una realtà diocesana che forse non tutti a Pavia conoscono, proprio perché vuole mettersi al servizio principalmente di chi pavese non è. Si tratta, infatti, di una struttura dedicata all’ospitalità dei parenti degli ammalati e dei pazienti stessi che arrivano a Pavia da tutta Italia, ma anche dall’estero, per essere curati negli ospedali pavesi. È gestita da un sacerdote, don Mauro Astroni, che, insieme a tre suore e ad alcuni volontari, si occupa dell’assistenza degli ospiti durante la loro permanenza. Noi abbiamo incontrato don Mauro nel pomeriggio di sabato 8 febbraio, quando siamo andati in visita alla struttura, che si trova in via Pedotti, a pochi passi dalla basilica di San Michele. Don Mauro ci ha mostrato i vari ambienti della casa e ci ha descritto come si svolge il suo servizio in questa realtà: una presenza assidua e familiare, che sa farsi vicina ad ogni persona che bussa alla porta della Casa della Carità. Tanti sono i piccoli o grandi gesti di attenzione rivolti agli ospiti, come il fatto di tenere aperta la portineria in orario continuato dalle 8 alle 22, l’invito a partecipare al rosario per gli ammalati, recitato insieme la sera, e alla cena conviviale che viene preparata tutti giorni dallo stesso don Mauro. La struttura in sé è, poi, molto accogliente, curata e tenuta in ordine in tutti i suoi ambienti, soprattutto nel giardino, luogo ideale di riposo e di incontro nelle belle giornate. In modo spontaneo è sorto anche un gruppetto di universitari che si incontrano periodicamente per dei momenti di fraternità e di preghiera. Nel complesso, abbiamo trovato la Casa della Carità una realtà che sa davvero farsi famiglia per chi attraversa periodi più o meno lunghi di sofferenza e malattia e soprattutto è costretto a farlo lontano da casa.
Domenica 9 febbraio abbiamo visitato, invece, la parrocchia di San Leonardo, incontrando i bambini e ragazzi dell’iniziazione cristiana con i loro catechisti e celebrando l’Eucaristia con tutta la comunità.


