L’incontro con l’unità pastorale di Giussago e la “creatività” dell’amore

Una comunità piena di vita e molto attenta alle esigenze di tutti è quella che abbiamo trovato a Giussago lo scorso fine-settimana. Si tratta di una realtà molto composita. Su un unico territorio comunale si trovano, infatti, cinque parrocchie diverse, ciascuna con una storia e un’identità propria ben definita. Tuttavia, tanti anni di unità pastorale hanno contribuito a generare un legame forte tra le varie comunità, tanto che oramai in molti ambiti vengono portate avanti iniziative condivise. Una di queste è l’esperienza della Caritas parrocchiale, la cui sede, situata a Carpignago, abbiamo visitato sabato, al termine della messa celebrata in quella parrocchia. Luisella, una volontaria, ce ne ha mostrato i locali descrivendoci le varie attività che sono rese possibili grazie al contributo di numerosi volontari. Oltre alla distribuzione di generi alimentari alle famiglie bisognose, da qualche anno viene effettuata anche la raccolta di abiti usati e altri prodotti di vario tipo che in parte vengono donati alle persone più in difficoltà e in parte (visto il continuo afflusso decisamente superiore alla domanda) sono messi in vendita in un mercatino dell’usato, il cui ricavato viene utilizzato per finanziare le attività della Caritas stessa. Ancora più “creativa” un’altra proposta: con la stoffa dei vestiti rimasti invenduti, vengono realizzate borse di vario genere e dimensione che stanno riscuotendo molto successo. Insomma, è una realtà in cui la cura per le varie forme di povertà si unisce all’attenzione per un’economia circolare attraverso il riciclo e il riutilizzo di prodotti usati.

Un’altra bella dimensione della vita parrocchiale di Giussago è quella dell’oratorio. Sabato sera abbiamo partecipato all’incontro del gruppo post-cresima e adolescenti fermandoci, poi, a cena con i ragazzi. Anche qui abbiamo ricevuto l’impressione di una comunità viva e accogliente, tenuta in piedi grazie dall’opera di vari volontari. Ad accompagnare il gruppo di ragazzi c’erano, infatti, qualche giovane più grande e un bel numero di mamme che hanno tenuto viva l’attenzione dei ragazzi durante tutto l’incontro, facilitando la condivisione e rendendo l’atmosfera molto familiare. In cucina, poi, abbiamo trovato una coppia di volontari che non si è per nulla risparmiata nel preparare un pasto completo per tutti sia alla cena di sabato che al pranzo del giorno dopo. La domenica, infatti, era prevista la tradizionale festa di Don Bosco. Il programma includeva la messa alle ore 11, presieduta da don Giovanni e seguita da un pranzo per i bambini dell’iniziazione cristiana, e un pomeriggio di giochi organizzato da un folto gruppo di catechiste. Al termine delle attività, alcuni animatori hanno inscenato la rappresentazione del sogno fatto da Don Bosco all’età di nove anni.

Ringraziamo don Davide Diegoli, don Filippo Barbieri e tutti gli amici dell’unità pastorale di Giussago per la bellissima accoglienza e per la ricchezza delle due giornate trascorse insieme. Momenti autentici della vita di una comunità che sa essere davvero ben disposta alla condivisione e all’accoglienza proprio di tutti.

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