In casa famiglia e in parrocchia a Copiano

“Creare casa” era il tema scelto per la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni di quest’anno. Sono parole tratte dall’esortazione apostolica Christus vivit di papa Francesco. Parole che riassumono alla perfezione l’esperienza che abbiamo vissuto lo scorso fine-settimana nella comunità parrocchiale di Copiano. Qui, infatti, ci siamo sentiti a casa fin da subito, quando sabato pomeriggio abbiamo visitato la Casa di Accoglienza alla Vita, dove vengono ospitati bambini e ragazzi provenienti da situazioni familiari difficili. In due diverse strutture sono accolti i minori fino ai sei anni e quelli già in età scolare, accompagnati nella quotidianità del loro percorso di crescita da alcuni educatori. Tra questi vi è il diacono Luca Tentori, che ci ha presentato i vari volti che compongono la comunità e ci ha raccontato qualche tratto della sua esperienza personale in questo ambiente. Poi, abbiamo fatto merenda insieme ai piccoli ospiti della struttura, alcuni dei quali ci hanno tenuto a proporci delle loro esibizioni musicali a tema natalizio e a mostrarci di persona i vari ambienti della casa dove vivono insieme. Infine, abbiamo visitato Casa Ines, dove vivono i bambini più piccoli, alcuni dei quali poco più che neonati, e abbiamo fatto conoscenza con loro e con le educatrici che se ne prendono cura.

Ci siamo sentiti subito a casa anche con le persone che abbiamo incontrato in oratorio quella sera stessa. Dopo la celebrazione della messa nella chiesa parrocchiale, abbiamo mangiato una pizza insieme ai ragazzi dei gruppi post-cresima e adolescenti, ai loro educatori e ad altri volontari dell’oratorio. È stato davvero un bel momento di convivialità in cui abbiamo condiviso reciprocamente le esperienze che stiamo vivendo, in un clima di piena familiarità. L’impressione che abbiamo avuto quella sera è stata proprio quella della comunità capace di un’accoglienza autentica e cordiale, a cui fa riferimento il testo della preghiera per le vocazioni che abbiamo utilizzato tante volte quest’anno. La stessa familiarità l’abbiamo rivissuta anche il giorno seguente quando abbiamo celebrato la messa animata da una corale eccezionale e da un gruppo di chierichetti molto folto, ma ben organizzato, grazie anche all’aiuto di un paio di ragazzi più grandi. Dopo la messa, abbiamo concluso la mattinata domenicale con dei giochi organizzati in oratorio per i ragazzi del catechismo, nei quali noi seminaristi siamo stati direttamente coinvolti come responsabili delle tre squadre  che sono state formate. 

Insomma, sono bastate solamente due mezze giornate per renderci conto di come una comunità formato famiglia come quella di Copiano sia realmente il terreno fecondo da cui possono nascere i germogli di tutte quelle vocazioni specifiche che rendono la Chiesa una casa accogliente per tutti quanti. Una casa dove il Signore continua a farsi presente, come la notte di Natale, in una quotidianità fatta di gesti semplici, ma pieni di amore e di gratuità.

E vi auguriamo un Buon Natale condividendo un altro momento di gioia vissuto venerdì scorso, 20 dicembre, quando insieme al nostro vescovo e ai collaboratori del Seminario abbiamo ricordato il 50° anniversario di ordinazione di don Giacomo Ravizza, durante la Celebrazione eucaristica alla quale è seguita la cena di auguri natalizi.

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